Sovescio: cos’è, a cosa serve e perché lo utilizziamo in vivaio
La salute di una pianta parte dal terreno. È per questo che nel nostro vivaio utilizziamo il sovescio, una tecnica agronomica naturale che permette di migliorare la fertilità e la struttura del suolo attraverso la coltivazione e il successivo interramento di specifiche specie vegetali.
Quando osserviamo una pianta, infatti, siamo abituati a concentrarci su quello che vediamo: la chioma, le foglie, i fiori, il tronco. Ma una parte fondamentale della sua salute si gioca qualche centimetro più in basso, dove non possiamo vederla.
Un terreno vivo, ricco di sostanza organica e capace di trattenere acqua e nutrienti crea le condizioni ideali per lo sviluppo delle radici e, di conseguenza, della pianta.
Ecco perché, da Clorofilla Piante, prima ancora di prenderci cura di ciò che cresce sopra il terreno, prestiamo grande attenzione a quello che succede sotto.
Cos’è il sovescio?
Partiamo dalle basi.
Il sovescio è una tecnica agronomica che consiste nel coltivare determinate specie vegetali con l’obiettivo di trinciarle e incorporarle successivamente nel terreno.
La biomassa vegetale ottenuta viene quindi restituita al suolo e, decomponendosi, contribuisce ad aumentarne la sostanza organica, migliorarne la struttura e sostenerne la fertilità.
Non stiamo parlando di una novità o dell’ultima tendenza in fatto di coltivazione sostenibile. Il sovescio è una pratica utilizzata in agricoltura da moltissimo tempo e che oggi torna ad avere particolare interesse per chi vuole preservare la fertilità naturale del terreno e lavorare cercando un maggiore equilibrio con l’ambiente circostante.
Il principio, in fondo, è molto semplice: ciò che cresce dal terreno ritorna al terreno e contribuisce a nutrirlo.
A cosa serve il sovescio?
Pensare al terreno semplicemente come al posto in cui “mettere” una pianta sarebbe riduttivo.
Il suolo è un ambiente complesso e vivo, all’interno del quale acqua, aria, sostanza organica, minerali, radici e microrganismi interagiscono continuamente.
Il sovescio permette soprattutto di restituire sostanza organica al terreno e di contribuire al mantenimento della sua struttura nel tempo. I suoi benefici, quindi, non riguardano un solo aspetto, ma l’equilibrio complessivo del suolo.
In particolare può contribuire a:
- aumentare la presenza di sostanza organica;
- migliorare la struttura del terreno;
- favorire la capacità del suolo di trattenere l’acqua;
- sostenere l’attività dei microrganismi;
- creare condizioni favorevoli allo sviluppo delle radici;
- contribuire alla fertilità del terreno nel lungo periodo.
Aspetti che diventano ancora più importanti quando si coltivano piante destinate a crescere per anni, come accade ogni giorno nel nostro vivaio.

Perché nel nostro vivaio cresce anche l’erba?
Chi viene a visitare Clorofilla Piante potrebbe notare qualcosa. Tra i filari non troverà necessariamente un terreno completamente spoglio e “perfetto” nel senso più tradizionale del termine. E no, non ci siamo dimenticati dell’erba.
Quella che a prima vista può sembrare semplicemente vegetazione cresciuta tra le piante fa parte di una scelta precisa nel nostro modo di gestire il terreno. Nel vivaio utilizziamo il sovescio proprio per prenderci cura del suolo sul quale crescono le nostre piante. Vengono seminate specifiche specie erbacee che, raggiunto il momento adatto del loro ciclo vegetativo, vengono trinciate e incorporate nel terreno. La materia vegetale torna così al suolo e contribuisce progressivamente ad arricchirlo. È un ciclo molto semplice: il terreno fa crescere le piante e le piante, a loro volta, restituiscono qualcosa al terreno.
Quali sono i benefici del sovescio per il terreno?
Una delle parole chiave è sostanza organica. La sua presenza è importante per mantenere un terreno fertile e strutturato e può contribuire anche alla capacità del suolo di gestire acqua e nutrienti. Pensiamo, per esempio, alle estati sempre più calde e ai lunghi periodi senza precipitazioni. La capacità del terreno di trattenere l’umidità e renderla disponibile alle radici assume un’importanza ancora maggiore.
Ma c’è anche un mondo che non vediamo. Nel terreno vivono moltissimi organismi e microrganismi che partecipano ai processi naturali del suolo. Aggiungere materia organica significa contribuire a creare un ambiente favorevole alla loro attività e, più in generale, alla vitalità del terreno.
E poi ci sono le radici. Un terreno con una buona struttura permette all’apparato radicale di svilupparsi nelle condizioni più favorevoli. E quando parliamo di alberi ed esemplari ornamentali destinati a crescere per molti anni, partire da un buon apparato radicale fa una grande differenza.
Non si tratta quindi semplicemente di “nutrire” una pianta. Significa creare le condizioni perché possa crescere bene.
Come si fa il sovescio?
Il principio è semplice, anche se dietro alla sua corretta gestione ci sono conoscenza del terreno, esperienza e programmazione. Generalmente si parte dalla semina di determinate specie vegetali, scelte in funzione delle caratteristiche del terreno e dell’obiettivo che si vuole raggiungere.
Le piante vengono quindi lasciate crescere fino al momento più adatto del loro ciclo vegetativo. A quel punto vengono trinciate e successivamente incorporate nel terreno. Da lì inizia un altro processo, quello della decomposizione della materia vegetale, attraverso il quale la biomassa viene progressivamente trasformata e restituita al suolo sotto forma di sostanza organica.
Possiamo quindi riassumere il processo in pochi passaggi:
semina – crescita – trinciatura – incorporazione – decomposizione.
Semplice da raccontare. Molto più articolato da gestire correttamente all’interno di un vivaio di 50.000 metri quadrati. Ed è proprio qui che il sovescio smette di essere soltanto una tecnica agronomica e diventa parte del nostro modo di lavorare.

Una scelta che richiede più tempo, ma che guarda lontano
Prendersi cura di un vivaio significa fare continuamente delle scelte. Alcune semplificano il lavoro nell’immediato. Altre richiedono più tempo e attenzione, ma permettono di costruire qualcosa nel lungo periodo. Noi abbiamo scelto la seconda strada.
Nel nostro vivaio non usiamo prodotti chimici né diserbanti, anche e soprattutto in virtù della certificazione SQNPI, privilegiando, quando possibile, pratiche che lavorano insieme ai processi naturali del terreno. Il sovescio fa parte di questa filosofia.
Richiede programmazione, gestione e lavoro. Non è una scorciatoia e non vuole esserlo, perché quando coltivi una pianta destinata a vivere per decenni, secondo noi conta anche come quella pianta è cresciuta prima di arrivare nel suo giardino definitivo.
Dietro ogni pianta c’è molto più di quello che si vede
Quando qualcuno arriva da Clorofilla alla ricerca di una pianta, vede il risultato. Vede un Acer, una Lagerstroemia, una Parrotia o uno degli oltre 1.000 esemplari pronti all’impianto presenti nel nostro vivaio. Ma dietro quella pianta ci sono anni di lavoro: ci sono la selezione, la messa a dimora, le potature, l’irrigazione, il controllo dello sviluppo e tutte quelle attenzioni necessarie per accompagnare una giovane pianta fino a farla diventare un esemplare pronto a trovare il proprio posto in un giardino, in un parco o in uno spazio verde.
E poi c’è il terreno. Quello si vede molto meno, ma è parte dello stesso percorso. Anche il sovescio fa parte di tutto questo. Non è semplicemente una tecnica che utilizziamo nel vivaio, ma una scelta che racconta il nostro modo di lavorare: meno scorciatoie, più attenzione; meno interventi invasivi, più spazio ai processi naturali.
Per noi coltivare bene una pianta significa prenderci cura di tutto ciò che la circonda.
A partire dal terreno.
Domande frequenti sul sovescio
1.Cos’è il sovescio?
2.A cosa serve il sovescio?
3.Quando si fa il sovescio?
4.Quali piante si utilizzano per il sovescio?
Credits
Foto di Preston A Larimer su Unsplash
Foto di Zoshua Colah su Unsplash

